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4 Gennaio 2007

   I l "senso del tempo" o, per meglio dire, la capacità di percepire eventi in successione fra loro concatenati da invisibili regole spesso complesse e basate anche su (istintivi) calcoli probabilistici, è una conquista del mondo animale.

nebbia discesa alberi cielo alba nuvole

   P er poter gestire il movimento del corpo il cervello degli animali si è dovuto evolvere ed essere sempre più capace di creare mappe mentali basate sulla memoria delle esperienze passate. Se per assurdo "il muoversi" non fosse stata per gli animali una caratteristica utile in termini evoluzionistici, molto probabilmente il cervello non esisterebbe.

   I l cervello nasce come macchina in grado di simulare la realtà. In primo luogo spaziale. Per potersi muovere non sono sufficienti i sensi (occhi, orecchie, equilibrio, olfatto). Occorre anche generare, sulla base delle informazioni ricevute, una mappa virtuale ed è in questa sorta di mondo virtuale che noi possiamo muoverci.

   Q uesto tuttavia non è ancora sufficiente. Il cervello, sempre basandosi sull'esperienza, ma anche sulla "memoria" istintiva, compie delle previsioni su quello che potrebbe succedere compiendo una certa azione. Alla fine sceglie lo scenario che valuta essere il migliore; come in una lunghissima partita a scacchi dove ogni mossa ne può contenere tantissime altre.

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